Se stai cercando il Monologo di Paolo tratto dal film Momenti di trascurabile felicità sei nel posto giusto!
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Momenti di trascurabile felicità Trama

Paolo Federici, sposato e padre di famiglia, è appena stato vittima di un incidente stradale: all’incrocio con un semaforo, in sella al suo scooter, Paolo viene travolto da un camion. Subito dopo Paolo si rivede in paradiso dove, in seguito alla morte prematura, gli viene concesso di ritornare sulla Terra. Accompagnato da un angelo, Paolo ha a disposizione solo un’ora e trentadue minuti, durante i quali potrà sistemare tutte le faccende importanti in sospeso, ma alla fine dovrà accontentarsi di trascorrere i suoi novantadue minuti in piccoli “momenti di trascurabile felicità”.


Momenti di trascurabile felicità Monologo

Paolo

Quando vado in motorino ho un solo obiettivo: non mettermi in fila. Voglio stare davanti a tutti e se qualcuno in macchina si incazza gli dico: “Se volevo stare in fila, prendevo la macchina pure io”. E poi c’è una cosa che faccio da anni: c’è un momento in cui il semaforo della strada di destra diventa rosso e non tocca a noi. E nemmeno a quelli di fronte che devono girare alla loro sinistra. È un momento che so calcolare alla perfezione e so che, se sbaglio di un quarto di secondo, sono fottuto. È il momento in cui posso attraversare l’incrocio impunemente, perché è il momento per cui è rosso per tutti e l’incrocio è deserto. Ho sbagliato di un quarto di secondo, eppure, erano anni che lo facevo. Mentre morivo, pensavo che avrei fatto i conti con le cose importanti della mia vita: i dolori profondi e le gioie fondamentali, i bivi e gli errori, i traumi e le vittorie e invece, ecco le cose che mi passavano davanti: “È che io ti penso spesso, sì, però non tutti i giorni”. Cerco di analizzare questa frase da 20 anni. Ma non l’ho capita. Anzi, una cosa l’ho capita: sembra bella, ma non è bella.
Ma l’Autan e lo Yoga, possono coesistere? Non sono in contraddizione? E soprattutto, la luce del frigorifero, si spegne veramente quando lo chiudiamo? Perché il benzinaio ti dice sempre: “Un po’ più avanti per favore”? E perché lo dice sempre quando hai appena spento il motore? E poi, mi viene in mente la mia fissazione: il martello frangi vetro. Davanti al martello frangi vetro, c’è un vetro e allora come si fa a prendere un martello frangi vetro all’interno di una bacheca con un vetro, se non con un altro martello frangi vetro? Ragionavo su questo e su altri trascurabili pensieri negli ultimi istanti. Poi, sono morto.


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Di FeM

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