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Tolo Tolo Trama

Pierfrancesco Zalone, detto Checco, è un giovane pugliese che, rifiutandosi di ricevere il reddito di cittadinanza in quanto disoccupato, decide di tentare di introdurre la cultura del sushi nella sua terra d’origine, Spinazzola, luogo in cui la gastronomia è dominata da piatti a base di carne, aprendovi un improbabile ristorante giapponese chiamato Murgia Sushi. Il progetto si risolve nel più completo fallimento, in quanto, dopo appena un mese dall’apertura, Checco viene travolto dai debiti, con il fisco che gli pignora il locale e lo costringe alla chiusura; per sfuggire ai creditori il protagonista scappa in Africa, dove trova lavoro come cameriere in un lussuoso villaggio turistico del Kenya. Qui conosce Oumar, anch’egli cameriere, appassionato della cultura italiana (in particolare dei film di Pier Paolo Pasolini) e molto più acculturato e intelligente del protagonista. Checco si innamora inoltre della giovane Idjaba e fa amicizia con Doudou, un ragazzino che Idjaba dichiara essere suo figlio.


Tolo Tolo Curiosità

– Sono presenti alcuni camei con Nichi Vendola, Massimo Giletti (nello studio di Non è l’Arena) ed Enrico Mentana (nello studio del TG LA7).

– È il primo film diretto da Checco Zalone, negli altri film interpretati dall’attore comico pugliese il regista era Gennaro Nunziante.

– La pellicola si sarebbe dovuta chiamare “L’amico di scorta” ma, nel corso della produzione, un avvenimento ha sconvolto tutto. Una ripresa prevedeva che gli attori dovessero attraversare a nuoto il fiume Sabaki in Kenya. Ogni attore, stando alle direttive di Checco Zalone in versione regista, doveva nuotare “solo solo.” Essendo le comparse del film di origine locale e non comprendendo l’italiano, l’interprete di Malindi ha ripetuto la frase detta poco prima da Checco Zalone ma ne ha cambiato la pronuncia, trasformandola in “tolo tolo.” L’accaduto ha destato grande ilarità in Checco Zalone, che intuendo la forza di quell’errore, l’ha trasformato nel titolo della pellicola.

– Le location del film sono: Kenya (Watamu), Malta, Marocco, Puglia (Acquaviva delle Fonti, Bari, Gravina e Minervino Murge), Roma, Latina e Trieste.

– Per il film sono state usate 5.000 comparse africane prese principalmente dai centri di accoglienza.

– Il finale della canzone “La gnocca salva l’Africa” di Checco Zalone, più precisamente il ritornello “Gnocca d’Africa”, ricorda vagamente il finale della canzone “Vai bene così” di Leo Gassmann, il cui testo è “asimbonanga”.



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Di FeM

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